Il business della bellezza

Che ggran dono de Ddio ch’è la bbellezza!

Sopra de li quadrini hai da tenella:

pe vvia che la ricchezza nun dà cquella,

e cco cquella s’acquista la ricchezza.

Una cchiesa, una vacca, una zitella,

si è bbrutta nun ze guarda e sse disprezza:

e Ddio stesso, ch’è un pozzo de saviezza,

la madre che ppijjò la vorze bbella.

La bbellezza nun trova porte chiuse:

tutti je fanno l’occhi dorci; e ttutti

vedeno er torto in lei doppo le scuse […] [1]

Gioacchino Belli


[1] G. Belli, La Bellezza, 1834. “Che gran dono di Dio è la bellezza! Devi considerarla più importante del denaro perché la ricchezza non dà la bellezza, ma con la bellezza si acquista la ricchezza. Una chiesa, una vacca, una zitella, se è brutta non si guarda e si disprezza: e Dio stesso, che è un pozzo di saggezza, la madre che si scelse la volle bella. La bellezza non trova porte chiuse: tutti le fanno gli occhi dolci; e tutti vedono in lei il torto dopo le scuse” […]

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