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Bisturi addio. Il fascino discreto dell’autenticità

Tratto dall’inserto Beauty del Corriere della Sera del 9 novembre 2012

Il 70% delle donne non vuole più essere “trasformata” ma curata e valorizzata.

La vera bellezza? Restare se stessi. Non è solo un modo di dire: sul fronte della medicina estetica oggi la tendenza è tutta naturale. Lo ha confermato anche l’ultimo congresso internazionale di Agorà-Amiest, la società italiana di medicina estetica: banditi labbra a canotto e gonfiori eccessivi, quello che chiediamo ai trattamenti è di curare e preservare ma senza cambiarci.

«Secondo il sociologo Enzo Finzi, che ha eseguito per Galderma una ricerca sui valori sui valori che influenzano le scelte del medico estetico, il 70% delle donne oggi non vuole essere “trasformata” ma mantenere la propria personalità con interventi migliorativi progressivi e graduali» conferma Maria Gabriella Di Russo, medico estetico a Milano e Formia. Una tendenza comune a uomini e donne, legata a un nuovo modo di vivere il tempo che passa: «Fino a qualche tempo fa le donne volevano apparire più giovani -continua Di Russo- oggi, invece, l’81% non vuole apparire più vecchia di quello che è. Poichè è cresciuta la vita media, i pazienti richiedono sempre di più soluzioni che portino gradualmente a un risultato durevole. Siamo sicuramente in una nuova fase storica in cui si ricercano rassicurazioni per non apparire ridicoli e finti e garanzie per un approccio più soft». Nella pratica, tecniche meno invasive e che permettano subito la ripresa della vita sociale. Ma quali scegliere?  «Stabilito il tipo e il grado di invecchiamento cutaneo -consiglia Di Russo- è importante procedere con trattamenti mirati associati a cure domiciliari per ottenere un risultato sinergico soddisfacente sul piano clinico ma soprattutto duraturo.

Su questi presupposti, per esempio, si fonda Skinbooster, un trattamento per il ringiovanimento cutaneo che si avvale di particolari formulazioni di acido ialuronico Nasha, studiate non per “riempire” ma per ripristinare il corretto funzionamento dei meccanismi di idratazione della pelle. Così come i Peeling di nuova tecnologia brevettata Enerpeel che permettono un assorbimento più uniforme degli acidi».

Non solo medicina: oggi anche ai prodotti cosmetici si chiede di rispettare la bellezza naurale. Un trend che coinvolge a 360 gradi, dalla formulazioni all’immagine pubblicitaria. E’ il caso di Clarins che, per la sua campagna, si è affidata alla forza di volti acqua e sapone e al talento fotografico di Guido Mocafico: «Fin dall’inizio -spiega Hugh Wilson, direttore brand Clarins- l’immagine delle campagne ha privilegiat una bellezza naturale, autentica. Perchè Clarins, da sempre, è vicina alle donne con un obiettivo: rendere loro la vita più bella, ad ogni età, ovvero sublimare la naturale bellezza che appartiene a ciascuna. Davanti all’obiettivo di Mocafico ci sono donne vere, che non posano. Nessuna testimonial famosa, volutamente».

La stessa filosofia di trasparenza che guida nella scelta degli ingredienti:  «Fin dalle origini gli ingredienti vegetali hanno rappresentato il dna Clarins -ricorda Nathalie Issachar, direttore Sviluppo e comunicazione scientifica- Pensiamo ai famosi olii 100% Pure Piante che Jacques Courtin-Clarins crea nel 1954, gettando le basi dell’AromaFito Trattamento. Non si tratta di seguire uamoda o di scegliereun paio di ingredienti per raccontare una nuova storia…».

E naturale non significa semplice. Dietro ogni prodotto ci sono rigorose indagini scientifiche. Si identificano i nuovi ingredienti naturali, «poi vengono condotti studi in vitro per identificarne le proprietà cosmetiche sulla pelle e studi sulle risposte al dosaggio per identificare la concentrazione ottimale di attivi» racconta Angelike Galdi, capo chimico e assistant vice-president di Kiehl’s, marchio nato a New York nel 1851.

Un protocollo che ha condotto anche alla creazione di Rosa arctica, la crema anti età lanciata da poco da Kiehl’s e formulata con l’Haberlea rhodopensis, o “fiore della resurrezione”, raccolta a mano sui Monti Rodopi in Bulgaria. Una pianta rarissima, studiata dai botanici per la sua capacità di rimanere in uno stato di “morte apparente” fino a 31 mesi e di tornare alla vita quando le condizioni sono nuovamente favorevoli. Una capacità che rende l’antietà «in grado di dare una scossa alla vitalità delle cellule cutanee, che si riduce sensibilmente con l’età, per donare alla pelle un aspetto visibilmente più sano e più giovane» spiega Paolo Micera, direttore di marca Kiehl’s Italia.

L’Haberlea  rhodopensis esiste da 10 mila anni e si ritiene sia sopravvissut all’Era glaciale: resistente (e naturale).

di Giulia Zilno