La donna negli ultimi decenni del Novecento

Gli anni Ottanta vedono un rinnovato amore per le forme: ritornano le canoniche misure  90-60-90 e si ha un nuovo boom di seni esuberanti e di curve procaci, ancora una volta abbinati al vitino sottile. Tutte le icone cinematografiche e televisive assomigliano alla statuaria Barbie: seno prosperoso, gambe slanciate, vitino di vespa, ventre piatto e sguardo ammaliante. Simbolo incontrastato di questo revival delle forme rotondeggianti è Cindy Crawford, la modella che ha sfilato  per i più importanti stilisti del mondo.

Dopo la parentesi degli anni Ottanta, che hanno rivalutato la donna formosa, a partire dagli inizi degli anni Novanta il modello della pin up viene di nuovo archiviato e si afferma un nuovo trend, destinato in breve tempo ad offuscare le bellezze dell’epoca e che rimarrà in auge fino al primo decennio del XXI secolo.

Nel 1990 viene offerto a Kate Moss il primo incarico come modella: assistiamo ancora una volta  al “lato magro” dell’altalena del fisico femminile nella storia.

Pallida, con gli occhi cerchiati, Kate Moss inaugura la bellezza minimale degli anni Novanta, un indiscusso canone estetico ancora oggi in auge.

Si afferma la magrezza femminile come ideale sia estetico che morale poiché al corpo esile e scattante vengono attribuiti valori quali ambizione, organizzazione, potere, autoaffermazione sociale.

 

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